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Abbiamo appena ricevuto il Gazzettino Colombiano, edito dal Cescom (Centro studi colombiani monferrini) che ha come presidente l'avvocato Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro. Il Centro contribuisce alle ricerche sulle origini del grande navigatore e all'apertura e alla guida al Museo Colombiano ben allestito a Cuccaro (dove, ricordiamo, esiste il Castelo dei nobili Colombo...) in un edificio di fronte alla chiesa parrocchiale.

«[The American Cause] Era un libro che intendeva mostrare al publico la realtà delle libertà americane contrapposte alla schiavitù del totalitarismo comunista e della sua casa-madre, l'Unione Sovietica. Era un'opera di impegno politico intesa a sostenere la lotta del mondo libero contro il pericolo comunista. Per questo motivo è ottima cosa che le Edizioni D'Ettoris abbia proposto in lingua italiana, per la prima volta, uno scritto di Russell Kirk che potremmo definire "un manuale della libertà", che si legge d'un fiato e che oggi, a tanti (troppi) anni di distanza, ci ripropone i fondamenti delle libertà americane».

Vincenzo Scaramuzza è stato un maestro di pianoforte leggendario. Dalla sua scuola, per dire, è uscita Martha Argerich. «Paragono gli allievi a delle spade di ferro o di acciaio», affermava. «Quelle di ferro, piegandole, si spezzano e si buttano via; quelle di acciaio, anche se sottoposte a sforzi e dure prove resistono. A me interessano gli alunni d'acciaio».

Ho conosciuto Russell Kirk nel settembre 1991 (come passa il tempo...) nella bella casa briantea dello scrittore Eugenio Corti. Kirk aveva già pubblicato due importanti saggi su Studi cattolici ed era accompagnato dalla bellissima moglie Annette che gli aveva dato quattro figlie.

Dei tre maggiori pensatori “controrivoluzionari” che scrissero in lingua italiana, sicuramente Clemente Solaro della Margarita (1792-1869) è il meno conosciuto, schiacciato com’è tra il Principe di Canosa ed il Conte Monaldo Leopardi, le cui opere sono citate e generalmente conosciute (nonché – soprattutto quelle del secondo – anche ripubblicate).

Che Cristoforo Colombo sia nato a Genova è cosa che tutti diamo per vera e quasi per scontata. E invece no: sull’origine dello scopritore dell’America si dibatte da secoli, e non soltanto per questioni di campanile.

Il papà ha raccolto una piccola parte degli scritti di Andrea in un libro (Bianche sponde...sotto una lesta aurora. Riflessi di un'anima, D'Ettoris Editori), che distribuito a offerta libera ha costituito la prima entrata dell'associazione.

Certo, dalle nostre parti non è mai esistita e non esiste una tradizione conservatrice del tipo britannico o statunitense. Da quel mondo, tuttavia, si possono ricavare alcuni utili spunti. Ad esempio quelli che fornisce un bellissimo saggio di Russell Kirk appena pubblicato dall'editore D'Ettoris. S'intitola The American Cause. Il manuale del buon conservatore, e ribadisce il concetto fondamentale che innerva tutta l'opera di Kirk, ovvero la «prudenza».

Il possesso di imperi non costituiva solo una risorsa economica ma anzitutto un'affermazione politica, come spiega Renato Cirelli in «L'espansione europea nel mondo. Ascesi, crisi e declino di un'aspirazione imperiale» (D'Ettoris editore, 2016).

Difficile trovare un personaggio storico altrettanto colpito per razzismo, suprematismo, autentico odio, quale Cristoforo Colombo. Sono stati sufficienti pochi anni per assistere al tracollo della sua figura, all'abbattimento di sue statue, alla cancellazione delle feste in suo onore, specie il 12 ottobre, il Columbus day, che rammemora il 12 ottobre 1492 quale scoperta dell'America, data di arrivo del navigatore sul continente. Negli Stati Uniti, ma non soltanto, gli si sono anteposti gli indigeni, incolpandolo di aver contribuito al loro sterminio. Ne continuano a pagare monumenti, simboli, personaggi legati alla sua figura e, indirettamente, all'intero mondo italo-americano. Lo stesso parlamento nostrano ha dovuto prendere atto della degradazione non soltanto dello scopritore, bensì della cultura che gli è collegata.

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